Autore: brusco

  • Abbiamo aggiunto Proxima Centauri (e i pianeti)

    Abbiamo aggiunto Proxima Centauri (e i pianeti)

    https://www.nicolabrusco.com/sistemasolare/

    Con “Altre stelle” possiamo andare su Proxima Centauri. Attenzione perché…

    …impiegheremo solo 20 secondi ma grazie alla relatività sulla Terra saranno trascorsi circa 4 anni

    Ecco la stella. Proxima Centauri è molto più piccola del Sole: si tratta di una nana rossa con un diametro pari a circa il 14% di quello solare, poco più grande del pianeta Giove.

    Proxima Centauri ha 2 pianeti confermati e 1 candidato non confermato:

    • Proxima Centauri d(Confermato nel 2022)
      • Dimensioni: È un pianeta roccioso leggero, con una massa pari a circa il 26% – 30% di quella terrestre (circa un terzo della Terra) e un raggio stimato attorno all’80% di quello terrestre.
      • Orbita: Vicinissimo alla stella, completa un giro in soli 5 giorni.
    • Proxima Centauri b(Confermato nel 2016)
      • Dimensioni: Molto simile alla Terra, con una massa stimata pari a circa 1,07-1,17 volte quella terrestre e un raggio quasi identico a quello del nostro pianeta.
      • Orbita: Si trova nella zona abitabile della stella (dove l’acqua potrebbe essere liquida) e compie un’orbita in circa 11 giorni.
    • Proxima Centauri c(Candidato / Non confermato)
      • Dimensioni: Molto più grande, classificato come una Super-Terra o Mini-Nettuno, con una massa pari a circa 6-7 volte quella terrestre.
      • Orbita: Molto più distante e freddo, impiega circa 5 anni terrestri per completare un’orbita.
  • BruscoNave: naviga il sistema solare (con la relatività)

    BruscoNave: naviga il sistema solare (con la relatività)

    Con Leo e Gigi abbiamo realizzato un gioco 3d per caschetto (e funziona su pc e su telefono, ma su caschetto è più bello) https://www.nicolabrusco.com/sistemas… che permette di navigare il sistema solare. Le distanze sono realistiche, i pianeti si trovano esattamente nel momento attuale (e si muovono).

    Le stelle in questa versione sono fisse. L’universo si può esplorare e abbiamo scoperto che è grandissimo. Grazie alla relatività, se raggiungiamo Plutone in 10 secondi, sulla terra passano circa 5 ore e mezza.

    Attenzione a frenare al momento giusto!

    Per aiutare la navigazione ci sono: un tasto per tornare sulla terra e il freno a mano: un tasto per fermarsi di colpo (rispetto al sole perché nell’universo le velocità sono relative).

  • «Mancano un sacco di colori!» — perché nell’arcobaleno non c’è il rosa (né il nero, il grigio o il marrone)

    «Mancano un sacco di colori!» — perché nell’arcobaleno non c’è il rosa (né il nero, il grigio o il marrone)

    Nel nuovo cartone Gigi vede l’arcobaleno e si emoziona… ma Leo storce il naso: «È tutto sbagliato! Mancano un sacco di colori: il rosa, il nero, il grigio, il marrone!». E allora decide di «sistemarlo» con i colori che gli ha comprato la mamma. Ma aveva ragione Leo?

    Come nasce un arcobaleno

    La luce del Sole ci sembra bianca, ma in realtà è un miscuglio di tantissimi colori. Quando piove, ogni gocciolina d’acqua si comporta come un minuscolo prisma: la luce entra, rallenta, si rifrange e si scompone. Ogni colore si piega di un pochino diverso dagli altri, così escono separati e noi li vediamo in fila nel cielo.

    I colori «ufficiali» sono sette — rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco, violetto — ma in verità sono infiniti: uno sfuma nell’altro senza confini netti. La cosa importante è questa: ogni colore dell’arcobaleno corrisponde a una precisa lunghezza d’onda della luce. Sono i colori «puri» dello spettro.

    E allora perché mancano i colori di Leo?

    Rosa, nero, grigio e marrone non hanno una loro lunghezza d’onda; non sono colori «puri» dello spettro, quindi la goccia di pioggia non li può “fabbricare”.

    ⚫ Il nero

    Il nero è l’assenza di luce: lo vediamo quando ai nostri occhi non arriva niente. Ma l’arcobaleno è fatto tutto di luce! È come cercare il silenzio dentro una canzone. O due calzini appaiati nel cassetto di Leo.

    ⚪ Il grigio

    Il grigio è un bianco «spento», cioè luce debole. Nell’arcobaleno però i colori sono accesi e brillanti: niente grigio.

    🟤 Il marrone

    Il marrone è semplicemente un arancione scuro. Esiste solo per contrasto, quando accanto c’è qualcosa di più chiaro. Metti un arancione in una stanza buia e lo chiami marrone! Ma nell’arcobaleno è tutto luminoso, quindi quell’arancione resta arancione.

    🩷 Il rosa (e il magenta)

    Il rosa nasce mescolando il rosso e il violetto, cioè i due colori che stanno alle estremità opposte dell’arcobaleno. Per farlo, dovresti prendere le due punte e piegarle a toccarsi — ma nell’arcobaleno sono lontanissime! Per questo il rosa (e il magenta) è un «colore non spettrale»: lo vede solo il nostro cervello quando due luci si sommano, ma la singola goccia di pioggia non lo sa “costruire”.

    Quindi chi aveva ragione?

    Gigi. L’arcobaleno non è «sbagliato»: rosa, nero, grigio e marrone esistono e sono bellissimi — ma nascono in altri modi (mescolando le luci, spegnendole o mettendole vicine a colori diversi), non dalla pioggia.

  • Si può cucinare un uovo lasciandolo all’aperto con il caldo di questi giorni?

    Si può cucinare un uovo lasciandolo all’aperto con il caldo di questi giorni?

    Cuocere un uovo al sole: quanti gradi servono?
    Le proteine dell’uovo iniziano a denaturarsi (cioè a solidificarsi) intorno ai 60-62 °C. L’albume è ben cotto tra 65 e 70 °C, mentre il tuorlo si rassoda sopra i 70 °C. Quindi l’aria calda non basta a cuocere un uovo.
    Una lamiera scura esposta al sole può raggiungere 70-80 °C, permettendo all’uovo di iniziare a cuocere. Per una cottura evidente servono circa 20-30 minuti a 65-70 °C, mentre per cuocerlo quasi completamente possono essere necessari 40-60 minuti.
    Il Sole non cuoce direttamente l’uovo: riscalda la lamiera, che trasferisce il calore all’uovo. Se la superficie si raffredda, ad esempio per il vento, la cottura può fermarsi.
    Se invece l’aria fosse a 70 °C (pazzurdo), l’uovo cuocerebbe anche senza lamiera, come in un forno ventilato a 70 °C. Anche in questo caso servirebbero circa 20-30 minuti perché l’albume si rassodi e 40-60 minuti per una cottura quasi completa.

    Il filmato di Leo, il LeoEsperimento:

  • Dino: l’IA di Sandrà

    Dino: l’IA di Sandrà

    Dino è l’IA di Sandrà: una finta “intelligenza artificiale” che risponde a qualsiasi domanda con un proverbio in dialetto veneto/veronese. A volte cade a fagiolo, a volte è fuori contesto. Di sicuro è più coerente di Emma.

    Come funziona? C’è una piccola IA vera che gira dentro il browser.

    Una base dati di 1800 proverbi

    Dino conosce circa 1800 proverbi (magari ne aggiungerò ancora). Non ne pesca uno a caso: cerca di scegliere quello più attinente alla tua domanda.

    Primo problema da risolvere: tu (probabilmente) scrivi in italiano corrente, mentre i proverbi sono in dialetto — due lingue che un computer fatica a mettere in relazione.

    La soluzione è nella traduzione tramite IA di ogni proverbio in italiano (necessaria anche perché i modelli di IA sono in italiano).

    A questo punto c’è un piccolo modello di intelligenza artificiale (un cosiddetto modello di embedding) che trasforma le frasi in numeri: ogni frase diventa una lista di coordinate che ne rappresenta il significato. Frasi che vogliono dire cose simili finiscono “vicine” in questo spazio di numeri, anche se usano parole diverse.

    Cosa succede quando premi «Invia»

    1. Ogni proverbio è stato tradotto una volta sola, in anticipo, in una parafrasi italiana, e quella parafrasi è già stata convertita in numeri. Questi “significati” pre-calcolati viaggiano insieme al sito.
    2. Quando scrivi la tua domanda, Dino la trasforma al volo nei suoi numeri, sul tuo dispositivo usando transformers.js.
    3. Confronta i numeri della domanda con quelli di tutti i proverbi e li ordina dal più affine al meno affine (similarità del coseno).
    4. Tra i più vicini ne pesca uno a sorte: così resta sempre un pizzico di imprevedibilità, e Dino non diventa noioso. Si ricorda anche quali ti ha già detto, per non ripeterli.

    Il modellino usato è volutamente leggero e multilingue
    ( https://huggingface.co/Xenova/multilingual-e5-small ), così capisce l’italiano e gira anche su un telefono. L’animazione dei puntini “mentre Dino ci pensa” serve a dare ritmo alla conversazione e a coprire il momento in cui il modello si sta scaldando.

    La privacy: la tua domanda non esce dal tuo dispositivo

    Questa è una parte fondamentale. Dino non è una di quelle IA che spediscono ogni tua parola a un server dall’altra parte del mondo: il “cervello” del Dino viene scaricato una volta sola dal sito (un modellino di circa 130 MB) e poi resta nella cache del tuo browser. Da quel momento tutto il lavoro avviene in locale, sul tuo dispositivo.

    In concreto, questo significa che:

    • la tua domanda non viene inviata a nessun server e non viene salvata da nessuna parte;
    • non viene usata per addestrare nessuna intelligenza artificiale;
    • niente cookie di tracciamento, niente profilazione, nessun dato venduto a terzi;
    • non ti si chiede né nome, né email, né numero di telefono;
    • appena ricarichi o chiudi la pagina, la conversazione sparisce.

    Anche il modello e le librerie che lo fanno funzionare sono serviti dal sito stesso: il tuo browser non ha bisogno di contattare nessun servizio esterno. In due parole: puoi chiedere a Dino ciò che vuoi — anche le domande più calde — perché nessuno legge, nessuno registra, nessuno giudica. Resta tutto tra te e Dino.

    Provalo

    La prima volta concedi a Dino qualche secondo per “svegliarsi” (sta scaricando il suo cervello); dalla seconda domanda in poi è immediato. Fagli una domanda seria, o una sciocchezza: la saggezza contadina veronese ha un proverbio per tutto.

    Visita Dino qui: www.dinodasandra.com

  • Voglio il gelato

    Voglio il gelato

    Il nuovo gioco dell’estate di Leo: clicca qua per giocare. Dal cielo piovono palline di gelato e tu devi aiutare Leo a mangiarle tutte… prima che si sciolgano e lo sommergano!

    Lo scopo del gioco

    Leo è in spiaggia e ha una gran voglia di gelato. Il problema è che le palline cadono dal cielo una dopo l’altra: il tuo compito è spostarlo sotto ogni pallina così che la prenda al volo con la bocca. Ogni pallina mangiata vale 5 punti e l’obiettivo è fare il punteggio più alto possibile.

    Come si gioca

    • Da computer: usa le frecce e per muovere Leo a destra e a sinistra, e Spazio o la freccia per farlo saltare e arrivare alle palline più alte.
    • Da telefono o tablet: trascina il dito per spostare Leo e dai un tap veloce per farlo saltare.

    Non serve mirare al millimetro: quando una pallina sta per arrivargli sopra, Leo apre la bocca da solo. Basta posizionarlo bene e… gnam!

    Attenzione: il gelato si scioglie!

    Qui sta il bello. Ogni pallina che non riesci a prendere cade sulla sabbia e comincia a sciogliersi, formando uno strato di gelato liquido colorato che sale sempre di più. In alto a destra una barra (“SCIOGLIMENTO”) ti avvisa di quanto sei vicino al disastro: da verde diventa arancione e poi rossa.

    E non finisce qui: più palline perdi, più in fretta cadono quelle successive. Se il liquido arriva all’altezza di Leo, lui affonda e… “SI È SCIOLTO TUTTO!” — partita finita. Anche col passare del tempo il gioco accelera e le palline arrivano sempre più fitte, quindi i riflessi devono restare svegli.

    Gusti, suoni e Hall of Fame

    • Otto gusti di gelato che cadono a sorte — fragola, cioccolato, crema, pistacchio, menta, mirtillo, limone e lampone — ognuno con il suo colore.
    • Effetti sonori per ogni cosa: il “chomp” quando Leo addenta, lo “splat” quando una pallina si spiaccica a terra, il “boing” del salto e il “glub glub” finale.
    • Hall of Fame: prima di iniziare scrivi il tuo nome; a fine partita il punteggio viene salvato e ti puoi confrontare con la classifica dei migliori (oro, argento, bronzo…) e con quanti altri hanno già giocato.

    Gira direttamente nel browser, senza installare niente, sia da computer che da cellulare. Allora, quante palline riesci a mangiare prima che si sciolga tutto? Prova qui →

  • LeoVerso v.1.0.1

    LeoVerso v.1.0.1

    Volevamo un universo senza tristezza, senza guerre e senza compiti per le vacanze. Poiché l’attuale non sembra rispondere a queste esigenze, abbiamo deciso di crearne uno nuovo con l’aiuto di un computer e dell’AI (Claude Sonnet).

    Qui trovi la versione 1.0.1 dell’Universo creato da Tina Leo e Gigi. Puoi muoverti con le frecce; funziona sia su telefonino che su computer. Abbiamo utilizzato Javascript CSS e HTML.

    Clicca qui.

    Questo è il prompt che abbiamo usato per la versione 1.0.0. Ma c’era un bug…

    crea in javascript css e html un universo tridimensionale dove cammino su una griglia. la vedo in proiezione prospettica. io sono un gerbillo e vedo solo la griglia. posso andare avanti indietro destra e sinistra con le frecce.  
      per mobile metti le frecce come bottoni sullo schermo. non voglio il titolo del gioco punteggi o altre cose. solo la griglia 2d il punto di vista del gerbillo e la possibilità di muovermi. la posizione è una coppia di interi che 
      vanno da -100 a 100. quando arrivo a 101 ritorno a 100. così posso andare avanti all'infinito.

    Il gerbillo stava fermo, poteva solo ruotare. In realtà il mondo si muoveva con lui. E allora abbiamo detto a Claude:

    bello ma non vado avanti e indietro solo destra e sinistra   

    Ora però il Gerbillo è tutto solo in un universo apparentemente infinito privo di qualsiasi riferimento. Non c’è nemmeno una nocciolina per il nostro piccolo amico.

    Il Gerbillo non sa che in realtà l’universo è fatto di blocchi tutti uguali: quando esce da un blocco entra in un altro, come Pacman.

    Chissà se anche il nostro universo è infinito oppure è tutto un trucco. Anche noi tutto sommato siamo soli nell’universo come il Gerbillo.

    Continua…

  • Ferrari Luce

    Ferrari Luce

    Cosa ne pensate? Il Dino (Gommista di Maranello) dice “abbiamo cambiato anche lo stemma. A ogni modo, musso o caval, non posso comunque permettermela”.

  • Sinner

    Sinner

    Un videogioco difficilissimo: gioca qua.

  • Sparasi (asparagi coltivati)

    Sparasi (asparagi coltivati)

    Sparasi (asparagi coltivati)

    Sono i germogli giovani della pianta Asparagus officinalis, l’asparago comune coltivato.

    Bianchi: crescono sotto terra o coperti dalla luce, quindi non sviluppano clorofilla. Hanno gusto più delicato.
    Verdi: crescono esposti al sole, sviluppano clorofilla e hanno un sapore più intenso.
    Molto diffusi in Veneto (es. Asparago Bianco di Bassano DOP).
    Si cucinano bolliti, al forno, nei risotti, con uova o in frittata.

    Sparasine (asparagi selvatici)

    Sono i germogli spontanei di specie selvatiche del genere Asparagus acutifolius (asparago selvatico).

    Più sottili rispetto agli asparagi coltivati.
    Colore verde scuro.
    Hanno un gusto più deciso e leggermente amarognolo.
    Crescono spontaneamente in campagna, zone cespugliose e margini dei boschi.
    Molto usati per risotti, frittate e paste.

    Bruscansi

    Sono i giovani germogli del Ruscus aculeatus (pungitopo).

    Pianta spontanea con foglie rigide e pungenti e bacche rosse.
    I germogli si raccolgono in primavera quando sono teneri.
    Hanno un gusto leggermente amarognolo, simile agli asparagi selvatici ma più particolare.
    Sono tradizionali in alcune zone del Veneto (sulla Rocca di Garda).

    Bruscandoli

    Sono i giovani germogli del Humulus Lupulus.

    Crescono come tralci teneri di una pianta rampicante spontanea.
    Si raccolgono in primavera.
    Sono molto apprezzati in Veneto e Friuli.
    Gusto delicato, leggermente erbaceo.
    Spesso usati per risotti, frittate, minestre e pasta.

    E poi ancora:

    Tàmas / Tamaro / Stracciabraghe

    Germogli della Dioscorea communis (ex Tamus communis).

    Germogli giovani commestibili solo quando molto teneri e cotti
    Pianta rampicante
    Bacche rosse tossiche da adulte
    In Veneto e Friuli viene raccolta per risotti e frittate

    Da adulta la pianta può essere irritante/tossica.

    Vitalba

    Germogli giovani della Clematis vitalba.

    Rampicante spontanea molto diffusa
    I germogli molto giovani vengono usati in alcune tradizioni locali
    Spesso per frittate

    Va raccolta solo molto giovane perché contiene sostanze irritanti.

    Silene / Sclopit / Carletti

    Silene vulgaris

    Non è un germoglio come gli asparagi, ma una pianta spontanea primaverile molto usata al nord-est
    Foglie tenere ottime in risotti, gnocchi e frittate

    Urtica dioica

    Germogli primaverili molto usati per risotti, pasta fresca, minestre.

    Raccoglili con i guanti mi raccomando!

    Aglio orsino

    Allium ursinum

    Foglie dal profumo d’aglio, cresce nei boschi umidi ed è usato per pesto e frittate

    Da non confondere con il Convallaria majalis che è tossico.

    Importante:

    La raccolta spontanea richiede esperienza: alcune piante possono essere confuse con specie tossiche. Se non sei sicuro al 100%, meglio evitare la roulette russa da risotto!!!