Nel nuovo cartone Gigi vede l’arcobaleno e si emoziona… ma Leo storce il naso: «È tutto sbagliato! Mancano un sacco di colori: il rosa, il nero, il grigio, il marrone!». E allora decide di «sistemarlo» con i colori che gli ha comprato la mamma. Ma aveva ragione Leo?
Come nasce un arcobaleno
La luce del Sole ci sembra bianca, ma in realtà è un miscuglio di tantissimi colori. Quando piove, ogni gocciolina d’acqua si comporta come un minuscolo prisma: la luce entra, rallenta, si rifrange e si scompone. Ogni colore si piega di un pochino diverso dagli altri, così escono separati e noi li vediamo in fila nel cielo.
I colori «ufficiali» sono sette — rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco, violetto — ma in verità sono infiniti: uno sfuma nell’altro senza confini netti. La cosa importante è questa: ogni colore dell’arcobaleno corrisponde a una precisa lunghezza d’onda della luce. Sono i colori «puri» dello spettro.
E allora perché mancano i colori di Leo?
Rosa, nero, grigio e marrone non hanno una loro lunghezza d’onda; non sono colori «puri» dello spettro, quindi la goccia di pioggia non li può “fabbricare”.
⚫ Il nero
Il nero è l’assenza di luce: lo vediamo quando ai nostri occhi non arriva niente. Ma l’arcobaleno è fatto tutto di luce! È come cercare il silenzio dentro una canzone. O due calzini appaiati nel cassetto di Leo.
⚪ Il grigio
Il grigio è un bianco «spento», cioè luce debole. Nell’arcobaleno però i colori sono accesi e brillanti: niente grigio.
🟤 Il marrone
Il marrone è semplicemente un arancione scuro. Esiste solo per contrasto, quando accanto c’è qualcosa di più chiaro. Metti un arancione in una stanza buia e lo chiami marrone! Ma nell’arcobaleno è tutto luminoso, quindi quell’arancione resta arancione.
🩷 Il rosa (e il magenta)
Il rosa nasce mescolando il rosso e il violetto, cioè i due colori che stanno alle estremità opposte dell’arcobaleno. Per farlo, dovresti prendere le due punte e piegarle a toccarsi — ma nell’arcobaleno sono lontanissime! Per questo il rosa (e il magenta) è un «colore non spettrale»: lo vede solo il nostro cervello quando due luci si sommano, ma la singola goccia di pioggia non lo sa “costruire”.
Quindi chi aveva ragione?
Gigi. L’arcobaleno non è «sbagliato»: rosa, nero, grigio e marrone esistono e sono bellissimi — ma nascono in altri modi (mescolando le luci, spegnendole o mettendole vicine a colori diversi), non dalla pioggia.